Articolo tratto da tiportoalristorante.it

Bacalhau è il tempio del Baccalà, il meraviglioso regalo che proviene dai mari del nord, il merluzzo che viene salato e stagionato secondo una tradizione millenaria (il pesce si conservava così, quando non esisteva la refrigerazione).

In città mancava un luogo che lo celebrasse. E siamo contenti di averlo recensito tra i primi.

Come al solito abbiamo cenato in anonimato e ci siamo presentati soltanto dopo aver pagato il conto.

Se non ci fossimo trovati bene, avremmo pagato, saremmo usciti e non avremmo scritto questa recensione.

In pieno stile TiPortoalristorante Food Blog, pertanto, ci sentiamo di consigliare questo meraviglioso luogo tutto dedicato al merluzzo ed alle sue mille sfaccettature.

 

 

Ecco allora i grandi classici a base di baccalà ma anche alcune interessanti rivisitazioni e sperimentazioni.

Si parte con il

baccalà mantecato

la vicentina

la livornese

ed il baccalà fritto.

Ma c’è anche la versione tutta piemontesizzata. Ecco allora negli antipasti il

Baccalà Tricolore: baccalà, peperoni gialli e rossi e bagnetto leggero

Ma anche il

baccalà servito crudo in carpaccio con il mango e la rucola in salsa di agrumi

(ovviamente il prodotto è abbattuto, come ci spiegano e quindi sicurissimo. Delicatissimo, equilibrato, davvero una bella esperienza provato crudo).

Proseguiamo con i primi, anche qui ampia scelta e molto coraggio nel spingersi oltre la tradizione.

Ecco allora i Cannelloni con mozzarella di bufala, baccalà ed accompagnati dalla salsa al pomodoro e basilico.

Direi divini! Geniali. La salsa intensissima ma non copre il pesce, anzi, ben lo accompagna. Perfetto.

E poi i Ravioli di Gallinella con baccalà, datterino e profumo di limone ed arancia.

Molto delicati, molto persistenti.

Infine, immancabile, il Baccalà fritto.

Frittura perfetta, consistenza e croccantezza corrette. Buonissimo accompagnato con i funghi porcini, anche loro fritti ed il semolino.

Molto buoni ed intelligenti anche i dolci. Una bella e piacevole sorpresa il tiramisù alla loro maniera, con lampone e menta.

Piccola nota per chi non mangiasse pesce. Ci sono anche un paio di piatti fatti molto bene: filetto di fassona e tagliatelle con funghi porcini. (nel caso uno dei commensali proprio non volesse pesce).

In cucina Moreno Grossi (Smarrita e Quo Vadis) e Fabio Montagna.

 

Si pranza con 12 euro per piatto a scelta antipasto e acqua.

Per la carta si spende tra i 25 ed i 35 euro.

Il locale è aperto tutti i giorni a pranzo ed a cena. Chiusura soltanto la domenica.

Indirizzo: corso Regina Margherita 22

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